Unitre di Beinasco sede autonoma

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GLI STUDENTI |
Il desiderio di cultura e di approfondimento che molto spesso non si č potuto sviluppare durante la fase produttiva della propria vita, ha portato alcuni nostri iscritti a scoprire, o riscoprire, nuovi interessi e vecchie passioni un pņ trascurate negli anni in cui il lavoro era il fulcro della quotidianitą, e realizzare ciņ che poteva essere un sogno.
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Il mio presepe
A Natale ho fatto il presepe:
ho messo una soave Madonna, un severo San Giuseppe, umili pecorelle, tante: qualcuna con la testa in gił sembra bruchi. altre scrutano l'infinito , pare.
Ho messo i Re Magi: uno ha un ricco mantello e gli altri due con aria fiera accanto al cammello. L'asino, il bue, tanti pastori e contadine, anche galline. Un gattino, si un gattino, un cane un pņ sornione. Eppoi dovevo completare: mettere il Bambino, quello che scende dal Cielo, quello divino, Ma per sembrarmi il presepe pił vero io il Bambino l'ho messo nero.
Loretta
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Gocce di parole
Che ne sapete voi della vita che si consuma come brace in fondo ad una strada di periferia; che ne sapete voi di due occhi che si spengono pieni di lacrime; che ne sapete voi della sofferenza che s'increspa sul volto pallido di un ragazzo; che ne sapete voi della fame che si attorciglia nella mano rattrappita d'un vecchio che chiede l'elemosina; che ne sapete voi della solitudine che si siede sorridente sul letto d'un malato; che ne sapete voi di tutto questo... Eppure continuate a sentenziare!
Silvano Drago
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Domenica 21 Febbraio 2010 ha avuto luogo la premiazione del XX° Concorso di Poesia a tema "Lettere d'Amore di San Valentino" edizione 2010, indetto dalla Universitą della Terza Etą di Torino presso la Sezione distaccata di Graglia in provincia di Biella.
Tra le poesie in concorso, il primo premio č stato assegnato a "Primavera", di cui riportiamo il testo, presentata da Lino D'Amico iscritto alla nostra Unitre, vincitore per il terzo anno consecutivo.
Il nostro iscritto ha inoltre vinto il primo premio con la poesia "Bucce di vita" a Moncalieri nel concorso organizzato dall'Universitą della Terza Etą di quella cittą.
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Primavera
Nell'abbraccio dell'Aurora
ogni cosa creata
si adorna d'armonia.
Noi, insieme, giocheremo
con il carosello dei colori,
cancellando dalla tavolozza
ogni capriccio di malinconia,
vivremo dolcemente
la vendemmia della vita
scegliendo acini dorati
nel maturo grappolo dei sogni,
andremo al di lą d'altre colline,
saziandoci, come lucciole vagabonde,
di briciole di gioia
e, insieme, sempre, brinderemo
alla brezza nuova
d'ogni attimo d'infinito.
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Bucce di vita
.........Quando.........
il giorno abbraccia la sua sera
ed il tempo ridiventa mio,
dal giardino segreto dell'anima,
meandri inconsci partoriscono
bucce di vita, scorze di affetti,
attimi vissuti a piedi scalzi,
che si crogiolano in un gioco incoerente
che odora quasi di realtą.
Riaffiorano ombre di affetti perduti,
tuffi nel passato dimentincato,
furtive carezze mai date,
una parete grigia di fuliggine
su cui sonnecchia, ingiallito, un calendario,
uno scrittoio impolverato,
un diario, aperto, con le pagine sgualcite
che ormai nessuno leggerą.
Poi, tutto svanische, ad occhi aperti,
come eco di richiamo d'amore
che non rimbalza ma si perde per sempre
senza svelarne l'intimo significato.
.........Bucce di vita.........
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Terza Etą
Dei tanti anni
e di molti affanni,
pensiero breve
e ricordo lieve!
Di amori sbagliati
e addii scontati,
pensiero veloce
e ricordo senza voce!
Di affetti perduti
e mai pił ritrovati,
pensiero dolente
e ricordo silente!
Del dolce far niente,
riposo della mente,
piacere quieto
e sentire lieto!
Nel domani che verrą
mi darai serenitą,
mia dolce lieta
terza etą!
Gata Gorda
| Al tramonto
Passiamo insieme
il resto del giorno,
viviamo insieme
questa fine d'estate.
In questo magico,
splendido tramonto,
ecco,
un brivido d'autunno.
Dammi la tua mano,
prendi la mia mano,
l'inverno
č ancora lontano.
Luciana Giancola
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La viją
A l'é na neuit giassą
ij branch ėd j arbre dėspoją
a frisson-o al vent
e la campagna briną a l'é 'ndurmģa.
Ant una cassin-a, sota 'l trabial,
a j é na stala tėbbia e fumosa,
a l'é l'ora dla viją a Stupinis.
Mare granda a tors lan-a dal fus
ciaciarand con soe avzin-e,
Pare Grand a conta a 'd masną anciarmą
'd fąule 'd draj, ėed cavajer,
faje bionde e castej anmascą.
J' arcņrd dėl temp passą,
a i men-a a 'd invern lontan,
e, come anlora, a vardo da la fnestra
la fiņca vni gił, adasi,
ėl cirich arposesse sėl sąles,
ij cornajass virolč ant el cel
e, come anlora,
aspeto la Prima ch'as dėsvija,
la ceresera a fiorģ, el coco a canté
e artové 'l seren
'd col temp ch'a artorna pģ nen,
ma ch'a l'ha faje vni vej ansema
benedģ da Nosgnor
a la lus dla bin dij sņ seugn.
Lino d'Amico
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